Un’avventura iniziata nel 1966 negli scantinati dell’allora Albergo Roma quella della Prima Equipe Torre San Marco. Artefici di questa genesi furono un gruppo di ragazzi “visionari” che, anticipando i tempi, riuscirono a coinvolgere i propri coetanei in un progetto artistico e sociale straordinariamente innovativo per dei quindicenni. Grazie a quell’inventiva e a una modernità stilistica dirompente, il gruppo si impose rapidamente sulla scena, conquistando in pochi anni tre vittorie e numerosi piazzamenti di assoluto prestigio.
Il percorso è proseguito con vigore negli anni Ottanta, periodo caratterizzato da un grande fermento creativo e dalla crescita di un vivaio di giovani “pugnalonari” sempre più numeroso. In questa fase, Giuseppe Ciacci realizzò due opere in tandem con la “vecchia guardia”, aprendo la strada alla storica direzione di Vittore Arcangeli. Quest’ultimo ha guidato il gruppo per venticinque anni consecutivi, un primato superato solo in tempi recenti, conducendo l’Equipe a due vittorie leggendarie.
Successivamente, in un passaggio delicato della propria esistenza, il gruppo è stato capitanato per un triennio da Martina Muzi, per poi giungere alla gestione attuale. Dal 2011, la bozzettista Dorella Colonnelli ha firmato una nuova stagione di successi strepitosi, portando la Prima Equipe Torre San Marco a conquistare altre due vittorie e a raggiungere il record assoluto di sette trionfi, confermandosi come il gruppo più vincente di sempre.
Oltre ai successi competitivi, la Prima Equipe Torre San Marco si è sempre distinta per il profondo spirito di accoglienza e per il ruolo di “scuola” per le nuove generazioni. Da questa solida radice sono nate realtà iconiche come la “Nuova Equipe”, attiva dal 1976 al 1992, e la Prima Equipe Via del Fiore, fondata nel 1993 dai componenti più giovani. Costantemente all’avanguardia nelle tecniche realizzative, il gruppo non ha mai smesso di onorare i valori della tradizione ultracentenaria: gli ideali cristiani, la lotta universale tra bene e male e il desiderio di libertà contro l’oppressione restano il cuore pulsante di ogni opera.
Attraverso il “segno miracoloso del ramo fiorito”, i pugnaloni della Torre San Marco continuano a parlare alle coscienze, portando un messaggio di speranza che sfida il tempo e unisce le generazioni.




























































