Il Gruppo Rugarella nasce nel 1990, figlio di una scissione dalla Nuova Torre. A fondarlo è un gruppo di ventenni che si ritrovano davanti alla sede della Pro Loco, in Via Rugarella, con un problema non da poco: avevano tutta l’intenzione di fare un Pugnalone, ma nessun nome. Dopo un istante di silenzio e un’occhiata all’insegna della strada, la questione si risolve da sola: Rugarella sia. A volte le tradizioni migliori nascono per distrazione.
Il battesimo è un po’ turbolento. Nel 1992 il gruppo è già sull’orlo dello scioglimento (quell’anno il bozzetto non arriva nemmeno) ma dal 1993, con Valentina Pelo alla guida artistica, riprende fiato, energia, persone. Da allora non si è più fermato.
Negli anni la Rugarella ha costruito un proprio posto nell’Albo d’Oro, fino alla prima vittoria nel 2018, con il bozzetto di Luca Lombardelli, che firma ininterrottamente le opere del gruppo dal 1999. La vera cifra della Rugarella, però, è un’altra: è un gruppo che non si ripete. Ogni anno un tema diverso, uno sguardo nuovo, un’interpretazione che non somiglia a quella dell’anno prima. C’è una curiosità di fondo che muove il suo lavoro, e che si vede.
Ma la Rugarella è anche, forse soprattutto, il gruppo che ha portato la festa dentro la festa. È stato, infatti, il primo gruppo a trasformare il laboratorio in un luogo di convivialità aperto al paese.
Da oltre vent’anni la sede storica è il “Piero Posto” e lì chiunque può fermarsi: altri gruppi, amici, curiosi, gente di passaggio. Per anni, chi voleva, poteva anche lasciare una piccola quota di sostegno al gruppo e in cambio riceveva una speciale card che permetteva di partecipare liberamente a tutti i momenti conviviali del periodo della festa. Una formula semplice che da nessun’altra parte esisteva, e che ha scritto un pezzetto della leggenda del gruppo.
Oggi quella tessera non c’è più, ma i cancelli sono rimasti spalancati, per tutti.
































