I Gruppi Scomparsi
Ci sono nomi che oggi non si leggono più nell’Albo d’Oro, ma che dentro la storia della Festa dei Pugnaloni ci sono dentro fino al collo. Gruppi nati per scissione, per amicizia, per sfida, o semplicemente perché un pomeriggio qualcuno ha detto “facciamolo anche noi”.
Alcuni hanno dominato intere stagioni, altri si sono sciolti dopo poche edizioni. Alcuni hanno cambiato nome, altri sono confluiti in gruppi ancora attivi. Tutti, a modo loro, hanno reso la festa quello che è oggi.
Questa è la loro memoria.
Gruppi con vittorie all'attivo
Nuova Equipe
Ufficialmente Nuova Equipe Madonna dei Crogneti, il suo vessillo verde ha sventolato per sedici anni, dal 1976 al 1992. Sei vittorie complessive, di cui quattro consecutive dal 1980 al 1983, un primato che, a oggi, nessuno è ancora riuscito a eguagliare. Quando il gruppo si è sciolto, molti dei suoi elementi sono confluiti in altre realtà, portando altrove un pezzo di quella stagione irripetibile.
ENAL
Erano i veterani delle origini. Legati all’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori, hanno partecipato dal 1969 al 1972, vincendo per due volte. Quando il concorso era ancora giovane e le regole stavano prendendo forma, l’ENAL ha contribuito a definire cosa significasse fare un Pugnalone.
GAA
Goliardici, sopra le righe, dal vessillo giallo e blu. Il GAA ha attraversato gli anni ’80 e ’90 con uno stile irriverente che la festa non aveva ancora visto. Una sola vittoria, nel 1991, ma raccontata negli anni come una delle più memorabili. Si sciolgono nel 1999, lasciando il segno.
SOS
Tra il 1973 e il 1978, il SOS è stato uno dei nomi più temuti della festa. Due vittorie — nel 1974 e nel 1976 — hanno scolpito il loro passaggio in soli sei anni di attività. Poi, com’era venuto, è scomparso.
CSEP - Torre Alfina
Il Centro Sociale di Educazione Permanente della frazione di Torre Alfina ha portato la festa fuori dal centro storico, dimostrando che lo spirito dei Pugnaloni poteva crescere anche oltre le mura di Acquapendente. Attivi dal 1970 al 1978, hanno conquistato la vittoria nel 1977, regalando alla loro frazione un trofeo che a Torre Alfina si ricorda ancora.
DNA
I loro colori erano il blu e il giallo, e il loro nome era una dichiarazione: nascono nel 1976 per contrastare il Gruppo 6+6, in pieno spirito di rivalità giovanile. Sette anni di vita, una vittoria nel 1979, poi la confluenza nel GAA. Una storia breve, ma con un’identità precisa.
Torre Julia de Jacopo
Il loro carattere era fortemente anticonformista. Fondati nel 1983, hanno fatto della loro presenza qualcosa che non passava inosservato, conquistando due vittorie nel 1994 e nel 2002, prima di sciogliersi nel 2003. Poco più di vent’anni, ma vissuti intensamente.
Yuppies
Attivi dal 1986 al 1993, gli Yuppies non hanno mai vinto, ma quando il gruppo si è sciolto molti dei suoi componenti sono confluiti nel GSA, oggi attivo come Sant’Anna. Una semina che ha dato frutti dopo.
Anonima Aquesiana
Hanno attraversato gli anni ’70 in punta di piedi, partecipando nel 1972 e poi dal 1976 al 1979. Solo una volta sono entrati in classifica, nel 1976, ma il loro nome è rimasto.
Gli Altri
C’è poi Mirabelli, gruppo nato dall’idea di una professoressa di disegno della scuola media locale, presente solo nelle edizioni 1970 e 1971, ma capace di portare a casa un terzo e un secondo posto in soli due tentativi. Un’avventura nata in un’aula, durata il tempo di due primavere. E poi Trevinano, gruppo dell’omonima frazione, presente nei primi anni del concorso e capace di ottenere un primo posto ex aequo nel 1974 — una rarità per un gruppo di una frazione esterna.
E poi tutti gli altri, ognuno con la sua piccola traccia: Gruppo 10, Gruppo 78, Quintaluna, TNT, Gruppo Aquesio, The People, La Nuova Società, NCD, Antica Torre, NGA, Nuovo Gruppo, Gruppo Periferia, TG1. Nomi che hanno popolato i tabelloni della festa per una stagione, due, qualcuno più a lungo.
Una memoria viva
I gruppi scomparsi non sono ricordi sbiaditi: molte delle persone che oggi animano i quindici gruppi attivi hanno cominciato proprio in uno di questi. Quando in piazza si rievoca un nome antico, c’è sempre qualcuno che sorride perché l’ha vissuto da ragazzo, perché c’era suo padre, perché c’era zio.
La storia dei Pugnaloni è questo: un intreccio di gruppi, decenni e generazioni che si passano il testimone senza dichiararlo ufficialmente. Si lavora con un nome, poi si cambia, poi si rinasce sotto un’altra bandiera. Ma la festa continua.