Il Palio dell'Arcata

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Il Palio dell’Arcata è una corsa di cavalli a pelo — senza sella, come il Palio di Siena — ideata e organizzata dall’Ippoclub di Acquapendente. Nasce nel 2005 con un’idea precisa: legare la tradizione ippica del territorio alla Festa dei Pugnaloni, abbinando ogni cavallo e fantino a uno dei gruppi che ogni anno realizzano i celebri pannelli floreali.

L’intuizione fu di Alessandro Ronca, detto Bolero, che coinvolse l’Ippoclub nella realizzazione. Fin dalla prima edizione la manifestazione si svolse il primo maggio, giorno che non era scelto a caso: era il momento in cui i cavalli destinati al Palio di Siena — il 2 luglio e il 16 agosto — cominciavano la preparazione. L’Arcata diventò così anche un banco di prova per cavalli e fantini senesi.

La struttura della Giornata

Il Palio era strutturato in batterie eliminatorie seguite da una finale, sul modello del Palio di Siena. Con circa 30–35 cavalli partecipanti, si correvano fino a 3 batterie da 5 cavalli ciascuna — abbinate ai quindici gruppi dei Pugnaloni — più ulteriori batterie di contorno per riempire la giornata, ciascuna con i propri premi.

Il sorteggio

Nella sede della Pro Loco si sorteggiavano le coppie abbinandole a ciascun gruppo dei Pugnaloni. Il cavallo entrava in pista accompagnato da un rappresentante del gruppo con lo stendardo.

L'arrivo dei cavalli

I cavalli arrivavano il mattino stesso del primo maggio. Con la scomparsa delle stallette al Campo Boario, venivano gestiti nei box temporanei o direttamente dal rimorchio, correggendo e ripartendo.

Le batterie

Tre batterie da cinque cavalli ciascuna. I primi due classificati di ogni batteria accedevano alla finale. In un’edizione si arrivò a correre nove corse in una sola giornata — il record assoluto per Acquapendente.

La corsa decisiva

Inizialmente la finale era a nove cavalli; per ragioni di sicurezza fu poi ridotta a sei. La partenza avveniva con la rincorsa, esattamente come a Siena: un ordine sorteggiato, l’ultimo in fila era il “rincorsa”.

Il Palio in Numeri

2005

Anno di nascita

2012

Ultima edizione

9

Corse in un giorno

15

Gruppi abbinati

~35

Cavalli per edizione

1° MAG

Data fissa

Il cuore tecnico del Palio dell’Arcata batteva a Seggiano. Walter Pieraccini, maniscalco della contrada del Montone e figura di riferimento nel mondo del Palio senese, fu il grande “aggancio” che permise all’Ippoclub di ingaggiare i fantini professionisti di Siena con i loro cavalli. Era lui a contattare i fantini, a garantirne la presenza, a muovere i fili dell’organizzazione. Senza questa connessione il Palio non avrebbe avuto la stessa qualità

Molti dei cavalli che correvano all’Arcata avrebbero partecipato, di lì a qualche mese, al Palio di Siena: Acquapendente era la prima tappa della loro stagione.

La pista del Campo Boario era considerata di qualità. Lunga, ben tenuta, con gli spalti attorno. Pubblico che scendeva dal Monte Amiata e gente che arrivava da Siena per seguire i propri fantini. Nelle edizioni di maggior successo, ristoranti e locali del paese erano pieni già dal mattino.

«Brio veniva volentieri e diceva: qui ad Acquapendente c'è una bella pista, mi piace venire a correre.»

Il Palio dell'Arcata è stato costruito e mantenuto in vita per otto anni grazie al lavoro volontario di un gruppo di appassionati dell'Ippoclub. Su di loro ricadeva interamente l'organizzazione: i permessi, la questura, la responsabilità sulla sicurezza della pista, i contatti con i fantini. Il Palio dell'Arcata ha corso per l'ultima volta nel 2012. Rimane nel ricordo di chi c'era come una di quelle giornate in cui Acquapendente sapeva fermarsi, riempire gli spalti e tifare — non solo per un cavallo, ma per i propri colori. Quei primi maggio di corse, polvere e bandiere fanno ormai parte della storia della festa, un capitolo breve ma vivido, che chi lo ha vissuto non ha dimenticato.

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Paolo Peverini
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